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Miniature Campianesi

Ermanna Montanari ha realizzato Miniature Campianesi come un “libro dei segreti”, sul modello di un antico messale. La pluripremiata attrice, autrice, scenografa e fondatrice del Teatro delle Albe racconta Campiano, suo paese natale nella campagna ravennate, rievoca il mondo della sua infanzia e prima giovinezza: una terra, un luogo dell’anima, che parla a tutti noi. Racconti che condensano frammenti di vita, organizzati in quattro sezioni Miraggi, Infanzia e adolescenza, Giuseppina e Sigfrido, Saluto al lettore dalla camera da ricevere. Il libro pubblicato da Oblomov Edizioni, realtà editoriale indipendente creata da Igort, è impreziosito dai disegni di Leila Marzocchi. «Campiano viveva in me di una bellezza affettiva, un luogo inventato, dopo l’abbandono avvenuto durante la prima giovinezza, alla fine degli anni Settanta. Campiano è un innamoramento instupidito. Ogni volta che lo penso si rinnova come luogo fiabesco, ‘lui’ in me e io in ‘lui’. Campiano mi ha attanagliato con la sua potenza ogni volta che soffiavo una parola, che facevo un gesto, e con questo fastidio sono iniziati i miei lavori. Campiano è quella luce che mi devasta. Per quanto non voglia averci a che fare, ogni volta resuscita e trova un buco dove infilarsi».

ANIMATERIA

Il corso ANIMATERIA ha l’obiettivo di formare attori/animatori esperti nelle tecniche e nei linguaggi del teatro di figura (teatro d’ombre, burattini, teatro su nero, teatro degli oggetti etc.), che possano applicare le competenze acquisite nel campo delle arti performative, del multimediale, del cinema, della televisione, delle arti figurative e plastiche. Ospitiamo nel Cortile dell'Orologio l'esito di questo percorso.

Simplon

Simplon è il nome di quel luogo in cui per millenni l’uomo ha valicato la frontiera naturale
delle Alpi. Oggi, per noi, è al di là dell’immaginaria linea di confine politico, ma al di qua della cresta della montagna: incarna le contraddizioni della frontiera, e per quanto vorrebbe essere “da qualche parte” esso, semplicemente, rimane sul confine… Sotto la montagna, nel cantiere che darà vita al traforo del Sempione, nasce il primo western a teatro: il sogno di superare il limite imposto in un duello faccia a faccia fra l’uomo e la natura. Il giovane Leone parte per il cantiere alla ricerca di fortuna, ma l’incontro con il movimento anarchico e le prime lotte per condizioni di lavoro migliori fanno prendere alla sua storia una brutta piega: una morte improvvisa in galleria ha bisogno di un capro espiatorio e tutti puntano il dito su di lui. C’è solo una possibilità per sopravvivere: raccontare tutta la verità.

Farsi Silenzio

Dio o la Natura, a seconda di ciò in cui si crede, ci hanno dato una bocca e due orecchie: evidentemente perché ascoltassimo il doppio e parlassimo la metà! Farsi Silenzio, per fare spazio e prendersi tempo. Il progetto nasce da un pellegrinaggio artistico, alla ricerca del sacro in ogni dove. Uscire dai propri luoghi e predisporsi ad accogliere l'inaspettato è un gesto semplice e potente, così come ogni volta che si inizia un viaggio nell'ascolto dell'altro da sé. Lo spettacolo sarà un viaggio alla riscoperta della lentezza e del silenzio attraverso la quotidianità della vita. Gli spettatori verranno dotati di cuffie, in modo da cercare e attivare nuove relazioni tra lo spazio esterno/pubblico e quello interno/privato. In un'epoca in cui l'immagine è così prepotente, il tentativo è lasciare che il suono suggerisca le parole, per scrostarle e riportare alla luce il loro vero significato: c'è bisogno di silenzio.

Piccola Patria

Abbiamo scritto un testo per tre attori, ambientato nel nostro presente, diviso in tre parti, cioè il giorno prima, il giorno stesso e il giorno successivo a un referendum locale dove si chiede agli abitanti di un luogo non specificamente identificato se vogliono staccarsi dall’Italia e proclamare di nuovo l’indipendenza della loro antica Repubblica. Ne emergono conflitti familiari e vari livelli di disgregamento, perché quando si rompe qualcosa, altri cocci si vengono a creare incidentalmente, e ogni lacerazione ne porta altre, anche nei rapporti tra le persone o interni alle persone stesse. Nella nostra storia ci sono un fratello e una sorella, c’è un giovane uomo che con questa sorella ha un passato misterioso, ci sono fatti violenti che riemergono da lontano, ci sono speranze future e tradimenti che scombinano i rapporti sociali e personali, mentre la politica porta scompiglio nella vita quotidiana delle persone.

Due passi sono

Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” - nonostante le gambe molli - aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia.

Elia Kazan

Nel 1952, Elia Kazan, uno dei più acclamati registi di Hollywood, consegna i nomi di amici e colleghi alla Commissione per le attività antiamericane, denunciandoli come comunisti. Da quel momento, Elia continuerà la sua carriera stellata di successo, fama, soldi e sesso, ma sarà per sempre perseguitato dal marchio nero dell'infamia. C’è un inevitabile prima e dopo nella vita di Kazan, un bivio che ci chiede di valutare la sua opera in un torbido chiaroscuro, e ossessivamente ci domanda: Possiamo davvero separare le vicende personali di Kazan dai suoi film? Possiamo perdonare il suo tradimento alla luce della brillante eredità artistica che ci ha lasciato? “Gli unici film belli e onesti che ho girato, li ho fatti dopo la mia testimonianza”. Questo spettacolo parla di uomini, donne e ideali, in un'America che si srotola per tutto il Novecento, attraverso politica, teatro, cinema, famiglia e sesso. È una storia che parla di quel compromesso che una volta nella vita tutti siamo costretti ad affrontare: quella scelta per cui non c'è salvezza. Come fai, perdi. Senza amici e senza armi, Elia si dovrà trovare da solo con la sua vocazione, per poter capire veramente chi è, o chi è diventato.

ART

Una commedia crudele e divertente sull’amicizia, scritta da Yasmina Reza e tradotta in circa trenta lingue. In una stanza, i tre protagonisti, si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco discutendo sul prezzo d'acquisto per il quale è stato comprato da uno dei tre. La discussione diventa ben presto un dibattito dai toni accesi sull'arte contemporanea e sfocia in un violento litigio che non riguarda più l'arte ma il rapporto di amicizia tra i protagonisti. L’autrice dimostra quanto anche un rapporto profondo come l’amicizia nasconda insidie insospettabili. I dialoghi serrati raccontano di come i tre amici, non riescano a comunicare realmente, arrivando a incrinare, forse in modo irreparabile, il loro rapporto.

Voglio la luna

Fabio è nella sua cameretta, alle prese con i suoi giochi ma soprattutto con i rimproveri della mamma. Non è per niente tranquillo, gli sembra che le cose non vadano mai come lui vorrebbe. Finché una notte, come per magia, si accorge che lì, proprio nella sua camera, è venuta a trovarlo la luna! E’ bellissima, grande, luminosa... giocano insieme e poi lei, così come è arrivata, scompare. Fabio non è mai stato così felice. Decide che vuole averla a tutti i costi e parte per una fantastica avventura alla fine della quale riesce a catturare la luna e a portarla in camera sua. Gli sembra che tutti i suoi problemi siano finiti per sempre, solo che Fabio non sa che nel mondo, senza più la luna nel cielo, i problemi sono appena cominciati. Comprenderà allora che non sempre si può volere tutto per sé ciò che appartiene anche agli altri... e con un gesto magico e poetico deciderà di condividere lo splendore della luna con il pubblico dei bambini. La storia è accompagnata dalla narrazione, dalla musica dal vivo e da scene di teatro di figura con pupazzi e ombre.

© 2020 Centro Teatrale MaMiMò APS

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